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LA ZUCCA e le sue proprietà benefiche

Cenni botanici: la zucca appartiene alla Famiglia delle Cucurbitacee, insieme ai cetrioli, i meloni e cocomeri o angurie. E’ una pianta erbacea molto variabile nei frutti, vistosi per grandezza, forma e colorazione, tanto che alcune di piccole dimensioni sono considerate ornamentali; dato il peso (può raggiungere in certe forme i 100 Kg!), queste piante si sviluppano a terra serpeggiando spingendosi anche fino a 6 metri di lunghezza.

Ha foglie grandi e cuoriformi, di colore verde brillante; Fiori campanulati con 5 lobi che si aprono di colore giallo intenso (quello maschile si differenzia da quello femminile per il picciolo più lungo); Frutti (peponidi) di grandi dimensioni, possono essere di forma allungata e ricurvi all’estremità o rotondi e appena schiacciati, con buccia liscia o rugosa, di colore giallo o verdastro. I semi, ricchi d’olio, sono commestibili e di gradito sapore.

Le origini: Alcune specie provengono dall’America meridionale e arrivarono in Europa solo dopo la conquista del nuovo continente, altre specie, già note ai Greci e ai Romani, proverrebbero invece dall’Asia meridionale.

Le sue virtù: Appena la zucca fu introdotta in Europa incuriosì più per la sua forma che per il suo possibile impiego alimentare. Le lunghe carestie fecero apprezzare questo ortaggio per le qualità della sua polpa. Divenne in breve tempo molto popolare fino a trasformarsi in uno degli ortaggi più diffuso del Mediterraneo.

Fu studiata inoltre per le sue propietà benefiche: utilizzata come vermifugo e come calmante delle infiammazioni dell’apparato digerente e delle vie urinarie. La medicina popolare individuò anche nei suoi semi dei potenti anafrodisiaci (capaci di placare ogni eccesso sessuale). La sua polpa invece, perfettamente digeribile è da sempre raccomandata per gli stomaci delicati.

Le proprietà benefiche della zucca sono concentrate:

  • nei semi con azione vermifuga. Privi di tossicità, sono un ottimo rimedio contro ossiuri e tenia, sia per bambini che per adulti;
  • nella polpa con azione emolliente e diuretica. Efficace per lenire infiammazioni del tratto gastrointestinale come enterite e dissenteria. Per uso esterno, si rivela un buon rimedio contro dolori di varia origine con sensazione di bruciore. Per trarne giovamento basta pestare la polpa e applicarla sulla parte dolorante. In cosmesi è un ottimo idratante per pelli secche e sensibili.


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GLI ORTAGGI DI STAGIONE: le Brassicaceae

Le Brassicaceae sono una grande Famiglia di piante erbacee distribuite in tutti i continenti ed in particolare nelle zone a clima continentale, come il bacino mediterraneo. Sono chiamate anche Crucifere (note in italiano come Crocifere) poiché l’aspetto del fiore ricorda una croce: è costituito infatti da 4 petali disposti in modo perpendicolare fra loro.

Appartengono a questa Famiglia numerosi ortaggi come il cavolo, i cavolini di Bruxelles, il cavolfiore, la rapa, i broccoli, la verza e altre 150 varietà coltivate per uso alimentare.

Autunno e inverno sono le stagioni ideali per il raccolto ed il consumo delle parti commestibili di queste piante. Le Brassicaceae sono ricchissime di vitamine A, B1, B2, B5, B9 e di altri preziosi minerali (Fosforo, Calcio, Ferro, Potassio, Zinco e Magnesio).

Mangiare frutta e verdura di stagione è importante per assimilare tutte le sostanze nutritive, sali minerali ed enzimi necessari al nostro organismo; al di fuori del loro periodo di maturazione, le loro proprietà nutrizionali potrebbero andare perse.

Consumare ortaggi freschi di stagione contribuisce a mantenerci in buona salute!

Le Brassicaceae sono note avere importanti funzioni benefiche per il nostro organismo:

  • Contrastano l’anemia grazie all’alta concentrazione di Ferro e Vitamina C;
  • sono adatte all’alimentazione per celiaci perchè non contengono glutine e sono a basso contenuto di zucchero;
  • svolgono un’azione preventiva contro i tumori (cancro intestinale, epatico e polmonare), patologie cardiovascolari, neuroligiche, infettive (Helicobacter pylori), osteoarticolari;
  • contrastano l’obesità;
  • svolgono un’azione anti-diabete;

ma allo stesso tempo, possono produrre importanti effetti collaterali. Alcune sostanze presenti in questa Famiglia di ortaggi possono avere azione gozzigena, possono cioè interferire con il metabolismo dello iodio, impedendone l’assimilazione da parte della tiroide. Queste sostanze sono chiamate isotiocianati (in particolare la goitrina), il cui effetto può essere facilmente inibito mediante cottura di questi alimenti.

          

Il cavolo per i Romani…

Plinio, lo storico e naturalista romano, afferma che per secoli i Romani usarono esclusivamente il cavolo come pianta medicinale, e che quando iniziò a diffondersi la moda delle spezie orientali, Catullo si impegnò in Senato in difesa del preziosissimo ortaggio. Mentre però il popolo consumava ogni parte dell’ortaggio, i palati più raffinati delle classi elevate si limitavano a cibarsi dei germogli freschi e del fusto, cioè delle parti più gustose.

 

 

 

Bibliografia:

AAVV 2013. La grande enciclopedia delle erbe, Ed. Dix.

Baldini E. e Zocchi G. 2014. Biologi italiani (ONB) n. 11.

Della Beffa M.T. 1999. Fiori di campo, Ed. De Agostini.

Mauseth 2004. Botanica, Ed. Grasso